RISPOSTE ALLE DOMANDE FREQUENTI

Faqs

Credo di avere bisogno di aiuto, ma non riguarda l’alimentazione, posso comunque rivolgermi a voi?

Si: AliMente unisce esperienza e conoscenza di più professionisti che sono in grado di accogliere il disagio individuale, familiare e di coppia in tutte le sue manifestazioni psicologiche.

Non sono sicuro di avere bisogno di aiuto, posso telefonare solo per avere informazioni?

L’équipe di AliMente è a disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta di informazioni. E’ possibile contattarci sia telefonicamente al numero o all’indirizzo mail info@centroclinicoalimente.it, o semplicemente compilando il modulo del sito (link). Una richiesta di informazioni o chiarimenti non costituisce nessuna forma di impegno.

Cosa devo aspettarmi dal primo incontro?

Il primo incontro di accoglienza precedentemente accordato su appuntamento, è gratuito. Ad accoglierla troverà la Direttrice Responsabile del Centro che raccoglierà le informazioni principali sulla sua richiesta di aiuto ed in base a queste, le verranno illustrate le diverse possibilità di trattamento e insieme si valuterà la possibilità di intraprendere un percorso di aiuto in grado di fornire una risposta alla sua richiesta.

Come posso capire se mio figlio soffre di un disturbo alimentare?

Al giorno d’oggi con l’aumento dell’incidenza dei disturbi alimentari è naturale che molti genitori possano preoccuparsi.
Durante lo sviluppo infantile esistono diverse fasi in cui l’alimentazione può destare preoccupazione nel genitore. I bambini in età prescolare possono sviluppare delle manie alimentari o un’alimentazione restrittiva. Accade spesso che i bambini scelgano solo alcuni tipi di cibi e/o limitino la quantità o che al contrario invece mostrino un eccessivo bisogno di alimentarsi. Il più delle volte sono fenomeni transitori che tendono a risolversi da soli in poche settimane. Finché la bambina o il bambino sta bene cresce in maniera armoniosa e serena non c’è ragione di preoccuparsi, è bene però tenere sotto osservazione la crescita, lo sviluppo, il peso, i cambiamenti dell’umore e del comportamento. Se questi aspetti sembrano compromessi o si presentano altre complicazioni allora è bene chiedere aiuto.
Durante l’adolescenza c’è necessità di un apporto calorico maggiore che si manifesta con l’assunzione di una quantità di cibo che può sembrare eccessiva ma che invece è indispensabile allo sviluppo. In generale i segnali che possono mettere in allarme sono la drasticità del cambiamento nella quantità dell’alimentazione e nella velocità con cui questo cambiamento si presenta.
Se questi segnali sono accompagnati da eccessiva riservatezza, irritabilità, insoddisfazione, infelicità, disprezzo per se stessi è importante chiedere aiuto.
Come per molte patologie, anche per i disturbi del comportamento alimentare vale il principio che ad un riconoscimento precoce del disturbo corrisponde una più alta probabilità di guarigione.

Temo che mia figlia soffra di un disturbo alimentare ma rifiuta il mio aiuto come posso fare?

Se vuole essere nella posizione ideale per aiutare sua figlia è importante conoscere e accettare alcuni aspetti fondamentali dei disturbi alimentari.
Avere un disturbo alimentare non è una scelta. Nonostante il comportamento di sua figlia sembri smentire quanto appena letto, sua figlia non sa come fare per risolvere la sua condizione.
Il disturbo alimentare si è sviluppato in risposta ad una situazione intollerabile che sua figlia non è riuscita a combattere con le strategie fino a quel momento utilizzate. Il disturbo alimentare ha un suo scopo, una sua funzione e rappresenta in qualche modo una soluzione. Anche se non rappresenta la soluzione sana può essere utile considerarla in questo modo perché ci aiuta a capire perché è così difficile per sua figlia rinunciarvi.
La resistenza al cambiamento e all’accettare l’aiuto è parte integrante della malattia, il fatto che sua figlia la neghi o rifiuti il sostegno non significa che non sia spaventata. Riflette la sua paura come lei potrebbe avere paura all’idea di affrontare un intervento chirurgico senza anestesia.
Le parli della sua preoccupazione senza rimproverare, senza minacciare, senza giudicare o colpevolizzare. E’ normale sentirsi frustrati e impotenti. E’ normale arrabbiarsi, ma se trasmetterà la sua rabbia sua figlia si sentirà peggio. Esprima il suo amore e il suo affetto. Si metta nei suoi panni, nella sua sofferenza. Non discuta di cibo, di peso, di grasso o del suo aspetto. Presti attenzione ed evidenzi le parti positive e sane di sua figlia, guardando aldilà dei problemi alimentari.
Incoraggi sua figlia ad incontrare uno specialista per ottenere un parere e sulla base di questo decidere poi cosa fare. Si offra di accompagnarla alla prima visita oppure di partecipare in prima persona.
Oppure le proponga di parlare con qualcuno che possa aiutare entrambe ad affrontare il problema: se sua figlia non vuole aiuto non per questo deve negarlo a se stessa. La informi della sua decisione di cercare il sostegno di un professionista: a volte può rivelarsi efficace dimostrare che siete decisi nel prendervi cura di lei.
Il disturbo alimentare è una cosa seria: si può guarire, ma può anche peggiorare. Per questo è indispensabile chiedere aiuto.

Come faccio a sapere se il mio peso è nella norma?

Convenzionalmente per valutare lo stato del peso si utilizza un semplice calcolo matematico che fornisce una indicazione della distribuzione del peso corporeo rispetto all’ altezza di una persona, detto anche calcolo dell’Indice di Massa Corporea (IMC).
Se l’IMC è inferiore a 18,5 si è sottopeso.
Se l’IMC è compreso tra 18, 5e 24,9 la persona è normopeso
Se l’IMC è compreso tra 25 e 29,9 la persona è in sovrappeso
Se l’IMC è superiore a 30 la persona è obesa.
L’Indice di Massa Corporea si ottiene dividendo il peso corporeo per l’altezza in metri al quadrato. Facciamo un esempio: siete alti 1,70 m e pesate 80 kg.
1,70 X 1,70 = 2,89
80 : 2,89 = 27,78
27,78 corrisponde all’IMC di una persona in sovrappeso.

Rivolgersi ad centro multidisciplinare ha un costo maggiore rispetto ad un singolo professionista?

Il Centro Clinico AliMente ha scelto di rispondere alle diverse richieste di aiuto attraverso un modello di cura di tipo multidisciplinare perché questo incide sulla qualità della sua efficacia. I costi dei servizi disponibili nel Centro clinico, sono quindi equivalenti alle tariffe dei servizi proposti dai singoli professionisti.